Investire in criptovalute, come farlo nel 2023


Al giorno d’oggi il mercato blockchain è sempre più in crescita e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, per questo la gente come me e te vuole investire in criptovalute.

In un mondo sempre più digitalizzato e interconnesso, le criptovalute e la tecnologia sottostante, la blockchain, stanno emergendo sempre di più.

Contemporaneamente le persone cercano di capire cosa siano e se hanno un valore effettivo.

Nel frattempo molti guru sul web mostrano come hanno fatto fortuna tramite le criptovalute e tramite truffe o cercando di venderti la loro formula magica per fare i soldi.

Se cercavi un guro non sono ancora uno di loro, visto che non sono miliardario e non ho nessuna formula magica da venderti, per tua fortuna 🙂

Simpatia a parte, credo che ciò che le persone abbiano bisogno siano delle informazioni buone, chiare ed aggiornate.

Delle informazioni che ti consentono di prendere delle decisioni consapevoli, a volte giuste, a volte sbagliate, ma da queste apprendere anche.

Ovviamente ti potrà capitare di sbagliare valutazione o perderci per condizioni del mercato poco prevedibili, come una crisi, anche ai più esperti capita di perderci negli investimenti.

L’importante è che li prendi come insegnamenti e ti prendi solo dei rischi calcolati, sulla base delle tue conoscenze e della somma che puoi perdere.

In questo articolo andremo ad analizzare cosa sono le criptovalute, i modi di investire che puoi applicare, i pro e contro di questo tipo d’investimento e infine un inquadramento a livello normativo di alcuni investimenti.

Andiamo a vedere come fare!



Cosa sono le criptovalute e i token, e perché sono così importanti?


Eccoci alla domanda fatidica, cosa è una criptovaluta?

Prendendo una definizione da pseudo vocabolario possiamo dire che:

Una criptovaluta è una valuta digitale le cui transazioni sono verificate e registrate da una sistema distribuito utilizzando un sistema di crittografia.


Esiste sempre una criptovaluta nativa nelle blockchain cosiddette “permissionless”.

Cioè che permettono a tutti di interagire e partecipare al meccanismo di consenso, rispettando le barriere all’ingresso che esistono.

Solitamente queste barriere sono il numero di token minimo e il software.

Le valute native sono importanti perché servono a garantire premi a chi contribuisce al mantenimento della rete, cioè a chi svolge il compito di nodo validatore della rete.

I token sono invece dei asset digitali secondari creati su una blockchain già esistente, sviluppati e gestiti tramite gli smart contract, che definiscono le caratteristiche del token in questione.

Nello stesso smart contract vengono anche immagazzinati tutti i wallet che possiedono il token in questione e quindi hanno il permesso di utilizzare un determinato numero di token.

Come e dove puoi investire in criptovalute

Come e dove puoi investire in criptovalute


Per investire in criptovalute, o in token, esistono due modi:

  • Tramite i broker regolamentati (come eToro, Plus500,…) che permettono di acquistare e vendere strumenti finanziari che replicano l’andamento del prezzo dell’asset a cui si riferiscano (azioni, crypto, oro,…).
  • O tramite gli exchange di criptovalute, centralizzati e decentralizzati, se non sai di cosa sto parlando, trovi qui un approfondimento sugli exchange.

Nel primo caso, abbiamo piattaforme che offrono dei servizi per trader e la possibilità di investire sulle criptovalute tramite CFD (contract-for-difference, uno strumento finanziario derivato).

Bisogna però tener conto che questi strumenti permettono di investire su un asset senza possederli direttamente, quindi ad esempio non puoi farci staking come descritto in un precedente approfondimento.

I secondi sono invece delle piattaforme specializzate che rendono possibile comprare e vendere criptovalute con velocità e facilità.

Gli exchange di criptovalute quindi operano come dei veri e propri cambiavalute virtuali.

Quando acquisti dei token li ricevi nel tuo account, messo a disposizione dalla piattaforma, nel caso si acquisti una criptovaluta all’interno di un exchange centralizzato.

In entrambi i casi però i passaggi da seguire sono simili.


I passaggi per iniziare ad investire in criptovalute


1. Iscriviti alla piattaforma, broker o exchange 

Quasi tutte le piattaforme, che sia un broker online o un exchange centralizzato, ti permettono di creare un account a costo zero.

Le differenze si basano sulle commissioni che ti applicano sui depositi, sui prelievi e sulle transazioni effettuate, in pratica acquisti o vendite.

La piattaforma che avrai scelto rispetto ai tuoi obiettivi e strategia ti guiderà passo dopo passo per iscriverti, è molto semplice e bastano pochi passaggi.

Di solito ti viene richiesto un documento d’identità valido e un documento per la verifica del domicilio (come la bolletta, estratto conto,…).

I tempi per iscriversi sono molto brevi, infatti avrai bisogno solo pochi minuti per completare la procedure, essere verificato, e poter investire.

2. Fai il primo deposito sull’account

Una volta completata la procedura di iscrizione, per fare il tuo primo acquisto dovrai fare un deposito in valuta fiat o in criptovalute, dove accettato.

I depositi in valuta fiat solitamente possono essere effettuati tramite bonifico bancario (SEPA ordinario o istantaneo) o tramite carta di credito/debito.

3. Fai il tuo primo investimento o trade

Dopo aver effettuato il primo deposito, vedrai che la valuta fiat sarà disponibile sull’account e potrai quindi effettuare il tuo primo investimento.

Tieni a mente la differenza tra exchange centralizzato e broker online.

Cioè che nel primo caso riceverai criptovalute che possiederai nel tuo account, nel secondo caso invece possiederai un CFD, cioè uno strumento finanziario che replica il prezzo dell’asset in questione.

I tempi di questa transazione sono praticamente nulli e le commissioni variano da piattaforma a piattaforma, o se utilizzi criptovalute dalle fee della blockchain.

I vantaggi nell’investire in criptovalute

I vantaggi dell’investire nelle criptovalute


Come tutti gli investimenti, investire in criptovalute comporta dei rischi in cambio di guadagni futuri, o di altri vantaggi monetari e non.

I vantaggi non monetari possono essere accesso alle private sale di nuovi token, possibilità di utilizzo di una piattaforma in esclusiva, programma di fidelizzazione,…

Per aiutarti a prendere una scelta, la più consapevole possibile, analizziamo più precisamente i rischi e i vantaggi di acquistare e detenere criptovalute.

I vantaggi del settore crypto sono diversi e ogni giorno che passa sempre più persone o aziende diventano sempre più interessate.

Ora andiamo a vedere alcuni vantaggi analizzati nello specifico.

1. Tracciabilità e trasparenza

Questa invenzione del terzo millennio è una tecnologia che consiste in un registro distribuito di elaborazione e registrazione delle transazioni la cui validazione è affidata a un meccanismo di consenso. 

Ogni volta che una transazione viene approvata questa viene inserita in un blocco e l’insieme di tutti i blocchi forma il registro.

La particolarità di questo registro consiste nel fatto che è immutabile, a meno che non ci sia il consenso della rete, è trasparente e verificabile da chiunque, quindi si può sempre capire da dove arrivano dei fondi.

2. Accessibilità e basse commissioni

Rispetto ai canali classici di investimento (assicurazione, banche,…), l’investimento in criptovalute è accessibile a tutti poiché le soglie minime di investimento sono molto basse.

In genere si parte da 1€ a 100€ a seconda dell’exchange che si sceglie e l’apertura di un conto di criptovalute ti richiede solo:

  • Documenti di riconoscimento.
  • Uno smartphone o un pc.
  • Una connessione ad internet.

Le commissioni che vengono applicate per i vari servizi che si utilizzano o per altre operazioni effettuate sono relativamente basse rispetto a quelle che ci applicherebbe una banca per esempio.

Il mercato delle criptovalute non chiude mai a differenza di quelli azionari.

Quindi ti è possibile effettuare una transazione in qualunque giorno dell’anno solare e a qualunque ora del giorno e della notte, in pratica 24/7.

3. Diversificazione degli investimenti

Puoi utilizzare il mercato delle criptovalute per diversificare i tuoi asset, quindi riducendo gradualmente il rischio legato al mercato tradizionale, se hai investimenti in azioni.

Anche all’interno del mercato blockchain puoi creare una strategia di diversificazione per sottomercato, come DeFi, eGaming,…

Tutto questo lo puoi fare anche tramite degli indici, come quelli che offre Bitpanda dalla sua piattaforma, che seguono indici di settore, o gruppi di crypto per capitalizzazione, come degli ETF.

4. Volatilità del mercato

Questa dipende dalla tipologia di operativa che hai, se sei quindi un trader o un investitore, quindi guardi il breve o lungo periodo.

Molti speculatori e trader si sono avvicinati al mondo delle criptovalute vista la sua alta volatilità e quindi opportunità che offre se sei uno di questi.

Può offrire anche opportunità per strategie di lungo periodo, come per esempio comprare quote più grandi in momenti bassi del mercato, come durante un bear market.

Rischi nell’investire in criptovalute

Rischi dell’investire in criptovalute


Ogni investimento, che offre rendimenti più alti rispetto ad altri, comporta anche dei rischi maggiori rispetto a questi altri.

Però:

“Dove alcuni vedono rischi, altri vedono opportunità”

CZ, Ceo di Binance.

Per permetterti di fare una scelta consapevole, oltre a considerare i vantaggi, dobbiamo valutare anche i rischi che comporta questo tipo di investimento.

I rischi di un possibile investimento in criptovalute possono essere i seguenti.

1. Truffe, scam, e hacker

Dalla nascita di Bitcoin, nel mercato delle criptovalute si sono verificati diversi
attacchi hacker che hanno portato a diverse perdite di fondi dagli exchange centralizzati e wallet individuali.

Ricordati però che la rete blockchain, per le sue caratteristiche, è impossibile o quasi da hackerare.

Teoricamente alcuni network sono hackerabili, ma nella realtà le condizioni per farlo o non sono possibili o richiedono troppe risorse per essere messi in atto, per esempio Bitcoin.

Gli hacker, però, possono violare un wallet individuale tramite phishing o rubando le chiavi private, un pò come possono fare con un qualsiasi tuo account online.

Oppure si concentrano sull’attacco verso un exchange centralizzato, quindi l’azienda che funge da intermediario e detiene gli asset, per violare i wallet dei clienti e rubare i fondi.

Tuttavia lo spostamento di fondi comporta delle transazioni che diventano verificabili nella blockchain.

Un caso interessante riguarda il furto, ai danni di Bitfinex, di circa 119.754 Bitcoin nel 2016, in cui sono stati trovati i colpevoli, Ilya Lichtenstein e Heather Morgan.

Dopo lunghe indagini, l’FBI ha dimostrato di essere in grado di seguire le tracce del denaro ovunque, anche nelle blockchain, grazie alle sue caratteristiche.

2. Regolamentazione poco chiara

Le criptovalute, ad oggi, non hanno ancora una regolamentazione specifica e puntuale per tutto il settore, ad eccezione di qualche stato come Emirati Arabi e Svizzera.

Quindi ogni paese si sta muovendo come meglio crede per iniziare a creare leggi per questo mercato in continua crescita.

Questa incertezza sulla legislazione che potrebbe essere applicata porta con sé alcuni rischi.

Nel peggiore dei casi ci sarebbe un divieto totale (come successo in alcuni stati, vedi Russia), anche se una parte dei cittadini infrange tale legge.

In Italia l’investimento e la detenzione delle criptovalute e dei token è equiparato alla detenzione di valute estere.

Quindi le plusvalenze non sono tassabili se il controvalore in euro di tutti i digital asset posseduti non supera i 51.469 € per 7 giorni consecutivi.

Questo semplifica molto gli obblighi per i piccoli investitori e sono chiari per i grandi investitori.

Ma come c***o si dichiarano gli investimenti in criptovalute in Italia?

wtf


Per ora non esiste una disciplina fiscale organica e chiara, ma ci sono una serie di interventi di vari organi che cercano di inquadrare le criptovalute e i token in regolamentazioni già esistenti.

Sia a livello nazionale che sovranazionale, la regolamentazione applicabile alle criptovalute viene scelta dalla giurisprudenza o dalle singole istituzioni fiscali che affrontano le problematiche caso per caso.

L’Agenzia delle Entrate ha equiparato le criptovalute alla moneta estera, pur non essendo una vera e propria moneta.

Allo stesso tempo possono essere anche considerati prodotti finanziari in alcuni casi ad esempio ci sono token emessi dalle società per finanziare la propria attività (come fossero delle azioni).

Sono mezzi di pagamento alternativi e, in quanto tali, soggetti alla disciplina delle monete non aventi corso legale nello Stato.

Ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. n. 167/1990 la detenzione delle criptovalute deve essere dichiarata nel quadro RW come “Altre attività estere di natura finanziaria” e più precisamente deve essere indicato il controvalore in euro della criptovaluta, detenuta al 31 dicembre del periodo di riferimento, determinato con riferimento al cambio indicato a tale data sul sito dove il contribuente ha acquistato la criptovaluta.

In caso di criptovaluta venduta in corso d’anno, si prenderà in considerazione il controvalore alla data di vendita.

Le plusvalenze realizzate con la conversione in euro delle criptovalute (cioè la loro vendita) diventano tassabili nel caso si verifica il superamento del limite di giacenza previsto dall’art. 67 comma 1-ter del TUIR (51.645,69 euro).

Limite in conseguenza del quale assumono rilevanza tutte le cessioni dei token effettuate nel periodo d’imposta.

La norma continua con alcune specifiche:

  • Il controvalore in euro delle monete virtuali dev’essere calcolato sulla base del cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, oppure il cambio del 1° gennaio dell’anno nel quale si verifica la vendita
  • La soglia di giacenza di euro 51.645,69 riguarda i depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente (cioè tutti gli wallet indipendentemente dalla tipologia e anche tutte le valute estere tradizionali detenute, come dollari statunitensi o sterline).


4 consigli per iniziare ad investire in criptovalute


Nel caso tu sia ancora un po’ titubante ti lascio alcuni “segreti” che mi avrebbero fatto comodo sapere prima che iniziassi ad investire.

Infatti, nei miei primi investimenti, prima ho acquistato le criptovalute e poi fatto questi pochi, ma utilissimi, passaggi.

1. Analizza il progetto su cui vuoi investire

Confrontalo con altri progetti simili, conosci i partner e fondatori, informati su quello che dice la gente online (Twitter, Reddit, influencer di settore,…)

2. Pensa a dove vuoi fare e custodire i tuoi investimenti

Broker, exchange centralizzato o decentralizzato, cold wallet o altro, questo va valutato anche sulla base della tua operatività, trading o investimenti di lungo periodo, o misto.

3. Non investire più di quello che puoi permetterti

Sembra scontato, ma è sempre meglio sottolineare questo punto, è facile dimenticarselo, soprattutto se presi dalla FOMO, anche a me è capitato ed ho imparato la lezione a mie spese, tu puoi evitarlo 🙂

4. Cerca di creare una tua strategia

Certo, puoi prendere spunto per creare la tua strategia di investimento, ma evita di copiare.

Più comprenderai questo mondo e e più ti sarà facile capire la direzione da prendere, sulla base del tuo orizzonte temporale e tipologia di investimento.

La strategia è molto personale e riflette la propria attitudine al rischio, non esiste una regola d’oro ma affidati al buonsenso, cerca di evitare di fare all in una meme coin.

Conclusioni

Wow, sei arrivato alla fine di questo articolo, ora spero di averti fatto passare nuove nozioni e ottimi spunti per continuare nel tuo percorso nel mondo delle crypto.

Investire in criptovalute è sicuramente un’attività ad alto rischio, ma non ci sono dubbi sul fatto che nel corso del tempo saranno sempre più utilizzate, dai consumatori alle aziende.

Inoltre sono man mano diventate un settore a parte nel mondo degli investimenti e delle transazioni.

Il valore che stanno portando al panorama economico è già sufficiente per capire quanto siano dirompenti questi strumenti nell’economia globale odierna.

Ricorda però, prima di fare qualunque tipo di investimento, in criptovalute o in altri settori, DYOR (“Do Your Own Research”).

Cioè fai le tue ricerche, in senso letterale, informati su tutto quello che puoi sulla cosa in cui vuoi investire.

Questo ti permette di gestire al meglio l’emotività e anche chiarirti il rischio che sei disposto a correre, e con il tempo ti creerai una conoscenza del mercato che ti potrebbe tornare utile.

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Stai già investendo in qualche criptovaluta da tempo e ne hai alcune da consigliarmi? Pensi che manca qualche informazione importante nell’articolo o vuoi farmi una domanda?

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